Lapenna | Siniscalco | Audisso

Duke’s choice

Lo stesso percorso che è possibile intuire in Audisso, Lapenna e Siniscalco, con una sostanziale differenza. Mingus, Shepp, ma anche Marion Brown, quando ripropone una sua “visione” di Johnny Hodges, mantengono quasi intatta la matrice della musica di Ellington, così l’Art Ensemble of Chicago quando ripropone il jazz del passato, mentre i tre musicisti europei propongono un Ellington diverso, un “Ellington occidentale” se è consentito.

Pagine immortali qui riproposte in una modalità inusuale, come raramente si era ascoltato nell’interpretazione di composizioni di uno dei protagonisti, se non il protagonista, della musica del 900.D’altra parte i protagonisti di quest’opera sono musicisti la cui assai ampia concezione musicale che spazia dal jazz, alla canzone, alla musica etnica a quella accademica, non poteva produrre un risultato diverso. L’introduzione di Perdido, se pur composto dal portoricano Juan Tizol, appartiene da sempre all’universo ellingtoniano, la parte di clarinetto basso in The Mooche, così in contrasto con il tema eseguito da Lapenna e Siniscalco, Paris Blues, African Flower, Come Sunday da “Black, Brown and Beige” si prestano in modo totale alla rivisitazione operata.

Così le innovazioni su celebri temi di Ellington variati da Michael Audisso (In A Sentimental Flu) o Siniscalco (Don’t Look at Me e Take The Augmented Train).Due temi di Billy Strayhorn, lo stupendo, ma poco eseguito Upper Manhattan Medical Group r l’altrettanto straordinario A Flower is a Lonesome Thing, in cui Audisso al soprano si impone come uno dei migliori specialisti di questo strumento, perfettamente coadiuvato da altri due musicisti eccellenti, Dario Lapenna e Marco Siniscalco.

Adriano Mazzoletti