Winds in tunes

8,00

Le dodici tracce sono accomunate per lo più da un clima gelido e notturno ma presentano bei momenti improntati sugli intrecci sonori dei due bravi esecutori che, con acceso lirismo, dipingono momenti altamente poetici e di grande qualità.

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Descrizione

La produzione

Il percorso musicale è sempre comunque tenuto sotto controllo e nello stesso tempo partecipato. Si alternano la riflessiva delicatezza ma anche al dinamismo ritmico e anche alla pulizia sonora e di pensiero.

Su questi scenari intervengono i sassofoni di Melisurgo che pur evocando spesso lontani richiami, sanno mantenere una buona dose di originalità e di personalità regalando momenti ora incalzanti, ora distesi in fraseggi molto lineari. Le sonorità ben definite e in un gioco di contrasto con l’incalzare del pianoforte.

Simone Maggio mette invece in campo tutta la sua competenza pianistica, esibendo un tocco prevalentemente calibrato e accademico, ma nella verve improvvisativa, nella dinamica del fraseggio e in certe fasi più percussive dimostra di avere dimestichezza anche con lo spirito del blues e con il linguaggio del jazz.

L’intesa tra i due musicisti è perfetta. Gli strumenti si cercano e si trovano sempre meravigliosamente, s’intrecciano, si sfiorano, si tuffano in danze ora dolcissime ora graffianti, si inerpicano in territori inesplorati e dalle armonie ardite.

Il risultato finale è senza dubbio molto interessante, ben strutturato e realizzato con meticolosa cura ed attenzione fin nei minimi particolari.